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Uno dei primi corsi che ho seguito presso IED Firenze (durante il master PTP in Web Design) ha avuto come oggetto di studio il design algoritmico (o generativo).

La prova d’esame è consistita nella creazione di un’applicazione che mettesse in luce le abilità acquisite nella progettazione e realizzazione di modelli visivi tramite Processing.

Processing è una collezione di librerie Java corredate da un IDE atto ad agevolare la creazione di installazioni visive (e sonore) generate da algoritmi e/o input di vario genere.

Per il mio progetto ho deciso di scrivere un’applicazione che usasse come periferica di input un theremin e generasse una visualizzazione significativa dell’onda sonora prodotta dallo strumento.

Conosco il theremin dai tempi delle scuole superiori, dato che il suo funzionamento fu l’argomento della mia tesi di maturità di Liceo Scientifico.

E’ uno strumento affascinante sotto molti punti di vista, in particolare per il fatto che viene suonato senza mai toccarlo, semplicemente avvicinando e allontanando le mani dalle sue antenne.

Ispirandomi all’immagine di copertina dell’album Unknown Pleasures dei Joy Division, ho deciso che avrei campionato il suono in ingresso per creare dei grafici dello spettro da porre l’uno vicino all’altro, in modo da simulare dei rilievi su un piano (una mesh). Per permettere la rappresentazione in tempo reale, il “panorama” così formato avrebbe dovuto scorrere verso un orizzonte in prospettiva.

Ho poi elaborato la rappresentazione grafica dandole un tocco “fantascientifico” (il suono del theremin veniva spesso usato con questa connotazione in cinematografia) e aggiungendo un “sole” al di sopra del panorama, anch’esso influenzato in dimensioni e colore dal suono in input. Ho inoltre inserito il video (tratto da una webcam puntata sul suonatore) come sfondo del cielo, per dare all’utente un feedback ancor più diretto del suo potere nel manipolare questo panorama virtuale.